DISINSULINISMO


Da diversi studi si è potuto evidenziare come la scarsa regolazione del livello di insulina nel sangue può condurre a diverse situazioni patologiche e ad un’accelerazione dell’invecchiamento dell’organismo.

L'insulina è un ormone che ha il compito di trasportare all’interno della cellula gli zuccheri affinchè vengano utilizzati per la produzione di energia e quindi riduce i livelli ematici di glucosio. Spesso l’organismo perde la capacità di regolare il glucosio nel sangue perché l’insulina non riesce a legarlo in modo normale ai suoi recettori e quindi questo non riesce a penetrare bene nelle cellule. Tutte le volte che lo zucchero aumenta nel sangue oltre un certo livello, viene prodotta più insulina in modo da immagazzinare lo zucchero in eccesso sotto forma di glicogeno nel fegato ma se lo zucchero continua ad essere alto verrà immagazzinato sotto forma di trigliceridi. Quindi, un eccesso di carboidrati provoca la produzione di un eccesso di grassi.

Le cause del disinsulinismo possono essere: una predisposizione genetica e soprattutto un eccesso di carboidrati e un eccesso calorico nella dieta. Chi è predisposto geneticamente, consumando troppi carboidrati, soprattutto raffinati, svilupperà velocemente la disfunzione ormonale ma anche chi non è predisposto stimolando esageratamente le cellule dei suoi tessuti, potrà svilupparla nell’arco di alcuni decenni, basti pensare che questa problematica è presente in circa il 25% della popolazione.

I problemi patologici collegati al disinsulinismo (escludendo altre cause) possono essere:

  • Obesità (soprattutto metabolica)
  • Ipertensione
  • Ipercolesterolemia
  • Ipertrigliceridemia
  • Diabete tipo II
  • Malattie cardiovascolari

Per quanto riguarda il sovrappeso e l’obesità, in caso di resistenza insulinica aumenta molto la produzione di tessuto adiposo soprattutto a livello addominale (forma a mela).

L’iperinsulinismo è quasi sempre presente nei casi di ipertensione essenziale. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che un eccesso di insulina stimola la formazione di trombassano A2 un eicosanoide che è in grado  di provocare contrazione dei vasi sanguigni per cui essendoci una vasocostrizione si avrà un incremento di pressione. L’insulina attiva l’HMGCoA-reduttasi, l’enzima che controlla la sintesi del colesterolo nel fegato (80% del colesterolo dell’organismo), quindi un suo eccesso potrebbe portare a ipercolesterolemia.

E’ importante quindi, che non si abbiano incrementi eccessivi di insulina e questo si può attuare con una dieta adeguata basata sul giusto equilibrio fra carboidrati proteine e lipidi, ricca di vegetali che contengano un buon apporto di fibra che rallenta l’assorbimento degli zuccheri e quindi non porta ad eccessi di insulina.

Importante anche l’utilizzo di supplementi nutrizionali mirati ed esercizio fisico.

Fra gli integratori alimentari sono importanti gli acidi grassi omega 3 in quanto migliorano la sensibilità dei recettori cellulari all’insulina, fra i sali minerali il cromo, è fondamentale per aiutare i tessuti a sensibilizzarsi all’insulina e facilitare il controllo glicemico.

Importante nella dieta l’incremento delle porzioni di pesce ricco di omega 3, e anche la diminuzione di alcolici, caffeina e sigarette che stimolano la resistenza insulinica.

 

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